Illustrazione di un profilo astratto in uno studio parigino, con la Tour Eiffel alla finestra.
Lo studio e la città

Institut national de psychanalyse

Dove gli psicoanalisti si incontrano.Un istituto internazionale.

Seminari, lettura dei testi fondatori e dialogo tra le correnti della psicoanalisi.

La nostra ragion d’essere

Riunire coloro che fanno vivere la psicoanalisi.

Illustrazione di un profilo femminile che lascia intravedere un mare al tramonto.
Il mondo interiore

La psicoanalisi resta un campo vivo finché i suoi praticanti si incontrano, si leggono e si contraddicono.

L’Institut national de psychanalyse riunisce psicoanalisti e praticanti che desiderano studiare i testi fondatori, mettere a confronto le diverse correnti e proseguire il dialogo attraverso il seminario — in Francia come all’estero.

Nell’epoca della videoconsultazione, degli strumenti digitali e dell’intelligenza artificiale, l’Istituto difende una psicoanalisi contemporanea. La tecnologia può facilitare l’accesso alle cure, arricchire la formazione e avvicinare i praticanti a pazienti lontani; non sostituisce mai l’incontro, l’ascolto, il transfert né la singolarità di ciascun soggetto.

Scopri il progetto dell’Istituto
01

Riunire

Riunire psicoanalisti francesi e stranieri attorno a uno stesso lavoro.

02

Mettere in dialogo

Far sentire le convergenze, le rotture e le questioni aperte.

03

Trasmettere

Tornare ai testi, porre i concetti e condividere riferimenti rigorosi.

Le eredità

Una costellazione di pensieri.

Né sintesi artificiale né lettura rigida: l’Istituto apre uno spazio in cui ogni opera può essere studiata nella sua coerenza e nelle sue tensioni — da Freud a Winnicott, passando per i contributi di Sándor Ferenczi sul trauma e sul coinvolgimento del terapeuta.

Collage illustrato di ritratti, manoscritti, libri e simboli attorno alla storia della psicoanalisi.
Le eredità in dialogo
1856 — 1939

L’inconscio e il transfert

Sigmund Freud

Con Freud, l’ascolto dell’inconscio apre una via nuova per pensare il sogno, il sintomo, il transfert e il conflitto psichico. L’Istituto torna ai testi per saggiarne la portata, senza irrigidirli.

1875 — 1961

Il simbolo e l’individuazione

Carl Gustav Jung

La psicologia analitica di Jung sposta lo sguardo verso le immagini, i simboli e il processo di individuazione. Questo orientamento è affrontato nella sua singolarità e nei suoi scarti rispetto alla tradizione freudiana.

1901 — 1981

Il linguaggio e il desiderio

Jacques Lacan

Il ritorno a Freud proposto da Lacan riporta in primo piano il linguaggio, il desiderio e la divisione del soggetto. I suoi seminari invitano a una lettura attenta, critica e sempre rimessa al lavoro.

1902 — 1987

L’empatia e la relazione

Carl Rogers

Estranea alla tradizione psicoanalitica classica, la terapia centrata sulla persona occupa tuttavia un posto in questa riflessione: empatia, congruenza e accettazione incondizionata ricordano che nessuna tecnica dà frutti senza una relazione terapeutica autentica.

1913 — 1981

Il Sé e il riconoscimento

Heinz Kohut

La psicologia del Sé rivolge l’attenzione alle ferite narcisistiche, al bisogno di riconoscimento e alle fragilità identitarie. L’empatia vi diventa uno strumento di esplorazione clinica, che aiuta il paziente a ritrovare un senso di coesione interiore.

1896 — 1971

L’holding e il vero Sé

Donald Winnicott

Madre sufficientemente buona, holding, spazio transizionale, vero e falso Sé: Winnicott mostra quanto la capacità di essere se stessi dipenda dalla qualità dell’ambiente affettivo in cui il soggetto si è costruito.

La clinica

Alleviare senza ridurre il soggetto.

Per decenni, psicoanalisi e terapie cognitivo-comportamentali si sono fatte una guerra fratricida. Condividevano tuttavia una stessa ambizione: comprendere la sofferenza psichica e restituire la libertà a chi ne è prigioniero.

Illustrazione di una poltrona in uno studio scuro e luminoso, circondata da libri.
Uno spazio per la parola

Il paziente non viene in consultazione per partecipare a una controversia epistemologica. Viene perché soffre.

Chiede di poter dormire, respirare, uscire di casa, amare, lavorare, pensare senza essere assediato dall’angoscia. Ma chiede anche, talvolta senza riuscire a formularlo, perché questa sofferenza si sia installata, perché ritorni e perché sembri riprodurre una storia antica.

Esistono due violenze terapeutiche simmetriche: lasciar soffrire un soggetto in nome della profondità del lavoro, e volerlo liberare troppo in fretta da un sintomo senza ascoltare ciò che tenta di dire. L’una sacrifica il presente al passato, l’altra cancella il passato a favore di un adattamento immediato.

01

Alleviare prima

Agire su ciò che impedisce di vivere: evitamenti, anticipazioni catastrofiche, ruminazioni, rituali, ipervigilanza. Ritrovare il sonno o la metropolitana non è un dettaglio: il mondo torna abitabile.

02

Comprendere poi

Quando la parola torna possibile, cercare perché questa situazione scateni questa angoscia in quel soggetto. Quale esperienza si ripete, quale conflitto, quale lealtà, quale ferita continua ad agire.

03

Tenere entrambi

Mantenere un dialogo costante tra l’azione e l’elaborazione. Ridurre la sofferenza senza ridurre il soggetto, esplorarne le radici senza rinviare indefinitamente il sollievo.

Il lavoro in movimento

I seminari dell’Istituto.

Due appuntamenti all’anno, su due continenti, per leggere insieme, confrontare le interpretazioni e far circolare la parola.

Illustrazione di due persone che si scambiano un libro in una biblioteca dalle arcate monumentali.
Trasmettere e incontrarsi
Prossimo seminarioProgramma in arrivo

Ginevra, marzo 2027.

Il primo seminario internazionale dell’Istituto. Il tema, il programma dettagliato e le modalità pratiche saranno comunicati ai membri non appena confermati.

IncontroLetturaDiscussione
Seminario successivoRiservato ai membri
Settembre 2027San Diego

L’Istituto prosegue il suo lavoro fuori dall’Europa. Date precise, tema e iscrizione saranno comunicati ai membri in anticipo.

Scopri l’area membri

Attualità

La psicoanalisi in dibattito.

Una rassegna stampa seguita dall’Istituto: ciò che si discute, si contesta e si decide attorno alla psicoanalisi.

(Articolo in francese)

Unisciti a noi

Tre modi per entrare nell’Istituto.

L’adesione avviene online. Ogni candidatura è esaminata caso per caso dal consiglio di amministrazione.

Illustrazione di una persona che contempla un paesaggio montuoso sotto un grande sole.
Un orizzonte per il pensiero

Simpatizzante

Per chi non è psicoanalista né in formazione analitica, ma nutre interesse per la psicoanalisi e desidera partecipare agli incontri, alle conferenze e alle attività dell’Istituto.

Aspirante analista

Per chi scopre o approfondisce la psicoanalisi e desidera entrare nell’Istituto nell’ambito del proprio percorso verso la pratica analitica.

Psicoanalista accreditato

Per i praticanti in esercizio che desiderano entrare nell’Istituto come membri accreditati, partecipare ai suoi lavori e far parte della sua rete professionale.

Quota annuale
90 € a tariffa piena
Tariffa studenti
50 € su presentazione di giustificativo
Validità
Dodici mesi dal pagamento

Il pagamento viene richiesto solo dopo l’accettazione della candidatura. Un’e-mail conferma quindi l’ammissione e precisa le modalità di pagamento, con carta bancaria o bonifico. Il rinnovo avviene con una nuova richiesta: la pratica precedente viene ritrovata automaticamente.

Nel cuore dell’Istituto

Uno spazio pensato per i membri.

I seminari costituiscono il cuore della vita dell’Istituto. All’apertura, questo spazio potrà raccogliere agenda, risorse di lettura e resoconti.

Agenda degli incontri

Biblioteca di risorse

Elenco dei membri

La presidenza

Una parola sostenuta dallo studio e dalla trasmissione.

La presidenza dell’Institut national de psychanalyse è affidata a Rodolphe Oppenheimer, psicoanalista e psicoterapeuta, specialista in terapia cognitivo-comportamentale e docente di TCC.

Rodolphe Oppenheimer