La nostra ragion d’essere
La psicoanalisi appartiene a una storia intellettuale e clinica maggiore. Può tuttavia restare viva soltanto continuando a leggere i suoi testi, a confrontare le sue correnti e a interrogare le trasformazioni della sua epoca.
Questo è il progetto dell’Institut national de psychanalyse: creare uno spazio di trasmissione e di dialogo intorno alla psicoanalisi, alle sue eredità e alle sue questioni contemporanee.
Uno spazio di trasmissione e di dialogo
Una disciplina non si trasmette ripetendo una dottrina fissa. Si trasmette attraverso lo studio, la discussione e il confronto dei punti di vista.
L’Istituto intende favorire un lavoro comune tra psicoanalisti, psicoterapeuti, praticanti, ricercatori e persone impegnate in una riflessione sul pensiero psicoanalitico. Il suo ruolo non è cancellare le divergenze, ma permettere che siano esposte, comprese e discusse con rigore.
Questo approccio collega la storia della psicoanalisi alle questioni che praticanti e pazienti incontrano oggi. Accorda un posto centrale alla singolarità di ciascun soggetto, alla sua storia e al modo in cui entra in relazione con gli altri.
Eredità plurali, studiate nelle loro differenze
La psicoanalisi si è costruita a partire da autori, scuole e concetti che non si confondono. Freud ne costituisce il punto di partenza storico, ma la sua opera ha suscitato numerosi sviluppi, prolungamenti e controversie.
Jung, Lacan, Winnicott, Ferenczi, Kohut e altri autori hanno proposto letture differenti dell’inconscio, del desiderio, dello sviluppo psichico, del trauma e della relazione terapeutica. I contributi di Carl Rogers, esterni alla tradizione psicoanalitica classica, possono parimenti nutrire una riflessione sull’empatia e sulla qualità della relazione.
Studiare questa pluralità non significa mescolare indistintamente gli approcci. Si tratta al contrario di comprendere la coerenza, i contributi e i limiti di ciascuno.
Esplorare le ereditàLa psicoanalisi di fronte alle trasformazioni contemporanee
Le condizioni in cui parliamo, lavoriamo e ci curiamo sono profondamente cambiate. I social media modificano il rapporto con l’immagine, con l’intimità e con lo sguardo altrui. La consultazione a distanza trasforma il quadro di certi incontri terapeutici. L’intelligenza artificiale introduce nuovi interlocutori tecnici in scambi che possono toccare l’intimo.
Digitale, videoconsultazione e intelligenza artificiale
Queste evoluzioni non rendono obsoleta la psicoanalisi. La obbligano a precisare le sue domande: che ne è dell’ascolto quando la relazione passa attraverso uno schermo? Quale posto conserva il silenzio a distanza? Come pensare la solitudine, l’esposizione permanente di sé o la parola rivolta a una macchina?
La posta in gioco non è celebrare la tecnologia né rifiutarla. È esaminare ciò che trasforma, ciò che facilita e ciò che non può sostituire in una relazione umana.
Alleviare senza ridurre la persona al suo sintomo
Un sintomo non è tutta una persona. Può essere studiato nel contesto di una storia, di una soggettività e di relazioni singolari, senza che ne siano minimizzate né la realtà né la sofferenza immediata che provoca.
Questa esigenza invita a tenere insieme due responsabilità: cercare di alleviare ciò che impedisce di vivere e lasciare posto alla comprensione di ciò che si ripete, si difende o si dice attraverso il sintomo.
Scoprire il nostro approccioFar vivere il progetto attraverso lavori identificabili
La vita dell’Istituto si costruisce attraverso testi pubblicati, incontri documentati, programmi confermati, relatori nominati e resoconti accessibili.
Il sito presenta progressivamente i contenuti e gli appuntamenti dell’Istituto. Le informazioni pratiche sono pubblicate quando la data, il luogo, il programma e le modalità sono confermati.
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